Classe “600″ Serie Perla – Tipo Bernardis
Il relitto del Malachite è stato individuato nel settembre 1999, ad una profondità compresa tra i 117 ed i 124 metri: giace coricato sul fianco di dritta, privo degli ultimi dieci metri di poppa.
Savona 18.11.1937 consegna della bandiera da combattimento (Ist. Luce)
la storia
Allo scoppio del II WW passò alle dipendenze del X Gruppo Sommergibili di Augusta. Alla fine di giugno effettuò una missione offensiva al largo dell’isola di Majorca. La sera del 24 giugno, al Comando del CC Renato D’Elia , avvistò un gruppo di navi mercantili che non potè attaccare. La notte del 19 giugno 1941 al Comando del TV Enzo ZANNI, a largo di Creta , avvistò un incrociatore britannico scortato da un Ct, benchè ostacolato lanciò due siluri che per pochi metri non lo colpirono. La sera del 3 luglio 1941 , avvistò nuovamente un incrociatore britannico scortato da 2 CC.TT., si portò all’attacco effettuando lancio di siluri di cui uno colpi’, probabilmente, un Ct di scorta. Non si ebbero mai conferme dagli inglesi. Il 24 novembre 1942, al Comando del TV Alpinolo CINTI , in missione ain zona Philippeville , avvistò un gruppo di 3 piroscafi scortati , un secondo gruppo di navi composto da una grossa petroliera e la sua scorta. Il Malachite lanciò 2 siluri contro il primo gruppo, furono udite esplosioni , ma anche in questo caso nessuna conferma da parte inglese. Il 22 gennaio del 1943 , in missioni tra Capo Carbon e Capo Bougaroni, avvistò un convoglio diretto a Bona. Lanciò 4 siluri udendo poco dopo forti esplosioni, nessuna conferma da parte inglese. Il 2 febbraio 1943 il battello lascio Cagliari per una missione di trasporto di Incursori del San Marco.
La sera del 6 inviò a terra 11 operatori che sbarcarono a Capo Motifou, attese inutilmente il loro ritorno , il mattino successivo diresse per il rientro.
Alle 11.00 del giorno 9, in prossimità di Cagliari , il battello fù oggetto di lancio di siluri dal Smg Olandese Dolpijn, colpito a poppa, il Malachite affondò in breve tempo. Il comandante Cinti, altri tre ufficiali e 9 sottufficiali e marinai riuscirono a porsi in salvo; con il Malachite scomparvero un ufficiale (il sottotenente del Genio Navale Giovanni Rubino) e 34 fra sottufficiali e marinai.
Caratteristiche Tecniche
Cantiere: O.T.O.- La Spezia
Impostato: 31-06-1935
Varato: 30-07-1936
Consegnato:06-11-1936
Affondato: 09-02-1943
Radiato: 18-10-1946
Dislocamento:
In superficie 697,254 t.
In immersione 856,397 t.
Dimensioni:
Lunghezza 60,18 m.
Larghezza 6,45 m.
Apparato motore:
2 motori diesel FIAT
2 motori elettrici di propulsione C.R.D.A.
1 batteria di accumulatori al piombo di 104 elementi.
Potenza complessiva:
motori a scoppio 1400 hp.
Motori elettrici 800 hp.
Velocità massima:
superficie 14 knt
immersione 7.5 knt
Autonomia in superficie:
2500 nm. a 12 knt.
5200 nm. a 8 knt.
Velocità in immersione:
7 nm. a 7,5 knt.
74 nm. a 4 knt.
Armamento:
4 tubi lanciasiluri AV da 533 mm.
2 tubi lanciasiluri AD da 533 mm.
6 siluri da 533 mm.
1 cannone da 100/47 mm.
2 mitragliere singole da 13,2 mm.
152 proiettili per il cannone.
Equipaggio:
4 ufficiali e 32 tra sottufficiali e marinai.
Profondità di collaudo:80 m.
Coefficiente di sicurezza relativo alla sollecitazione massima riferito al limite di elasticità del materiale: 3



