Sul Monte Zebio (1800 mt.) e precisamente nella zona di Casara Zebio, sono stati individuati i resti di un cimitero di guerra della Brigata “Sassari”, sfuggi-to al censimento post bellico operato nel primo dopoguerra. L’Associazione Nazionale Brigata “Sassari” in concorso con il Comune di Asiago, il Comando Brigata “Sassari”, le città Gemellate “Tempio Pausania” ( città che ha dato i natali al 152°) e “Sinnai” (città dove si è costituito il 151°) ed il Comitato dei Sindaci della Sardegna che hanno aderito al progetto di recupero del Cimitero, presieduto dal coordinatore Ing. Antonio Quartu Sindaco di Armungia, ha provveduto nel giugno del 2003, alla realizzazione del primo lotto, con la messa in opera di 62 croci con altrettanti nomi di ca-duti di vari comuni della Sardegna. Il 23-24 settembre del 2006 è stato realizzato il 2° lotto, che ha consentito di sistemare altre 80 croci, tale opera vedrà la sua realizzazione finale presumi-bilmente nel giugno del 2006, con la posa di altre 40 croci di altrettanti Cadu-ti. Il Cimitero di Guerra è inglobato nel Museo all’aperto della zona Sacra di Casera Zebio. L’ opera di recupero è stata realizzata grazie al contributo dell’Amministrazione Regionale, della Fondazione Banco di Sardegna , le quote delle città Gemellate , dei Comuni partecipanti al progetto e dell’Associazione Nazionale Brigata “Sassari”.
3 Settembre 2007
Si è conclusa la tre giorni sull’Altopiano dedicata alla Brigata Sassari, a ricordo dei “Diavoli rossi” (Dimonios nella loro lingua), i soldati isolani che combatterono valorosamente sulle montagne dei Sette Comuni durante la Prima Guerra Mondiale. La Sardegna pagò un tributo di sangue altissimo nel corso della Grande Guerra. La “Sassari” era l’unica brigata dell’Esercito italiano a reclutamento esclusivamente regionale e molti suoi soldati morirono sul monte Zebio, ad Asiago. Da anni si sta procedendo al recupero del cimitero di guerra in località Casara Zebio. Lavoro svolto in tre fasi, nel 2003, nel 2005 e infine nel 2007. Al cimitero di Monte Zebio vi sono 213 croci, a ricordo dei caduti di 140 Comuni sardi. Oltre cinquanta sindaci e rappresentanti dei Comuni erano fisicamente presenti in questi giorni sull’Altopiano, coordinati dal sindaco di Armungia,
Antonio Quartu. Venerdì pomeriggio al Parco della Rimembranza ad Asiago sono state deposte delle corone d’alloro in onore ai Caduti, sul monumento alla Sassari. Poi il corteo si è spostato in municipio, dove il sindaco di Asiago, Andrea Gios, ha consegnato a Quartu una copia della delibera del Consiglio comunale con la quale si concede in uso ai Comuni della Sardegna l’area del cimitero di Zebio per 99 anni. Quella, ora, è terra sarda. “Per noi è quasi come aver riportato a casa i nostri ragazzi”, commenta il sindaco di Armungia. Al termine della cerimonia, la banda della Brigata Sassari, assieme a tre cantori tradizionali, si sono esibiti sul palco di Piazza II Risorgimento, in un concerto di musiche e canti militari e tradizionali sardi. Ieri mattina l’appuntamento è stato al cimitero di Monte Zebio, alla presenza di numerose autorità civili e militari, della fanfara e del picchetto d’onore della Brigata. Fra gli intervenuti, il Comandante della Brigata Sassari Gen. Carlo Fortino, il Comandante delle Truppe Alpine Gen. Armando Novelli, il comandante del Comando Esercito Regione Veneto Gen. Enrico Pino, il rappresentante della Provincia di Sassari assessore Marco di Ganci, rappresentanti dell’Associazione Brigata Sassari e dell’Associazione Nazionale del Fante. Don Roberto Bonomo, parroco di Asiago, ha celebrato la messa. Questa mattina, infine, la cerimonia a Foza, altro Comune dell’Altopiano legato alla Brigata Sassari dalla memoria della Grande Guerra. Alle 11 il sindaco Giovanni Alessio Oro ha ricevuto le autorità civili e militari in municipio, per il saluto ufficiale e un reciproco scambio di doni. Poi il corteo, con militari in armi e fanfara, si è recato al Monumento ai Caduti, dove sono stati resi gli onori. Tre giorni che hanno rafforzato il già saldo legame tra l’Altopiano e la Sardegna, due popoli lontani e separati dal mare, ma vicini nella memoria storica.
per maggiori informazioni: Associazione Brigata Sassari
“La Nuova Sardegna” 17.12.2011 – Da oggi 218 soldati della Brigata Sassari, caduti tra il 1916 e il 1917 nelle sanguinose battaglie sul Monte Zebio e sepolti nel cimitero di guerra di Casara Zebio a 1600 metri d’altezza, riposano ufficialmente in terra sarda. Il Comune di Asiago ha donato l’area sacra ai Comuni sardi dai quali provenivano i Sassarini caduti. Sui monti dell’Altopiano vicentino combatterono 6000 sardi, con un bilancio di 590 morti, 132 dispersi e 2132 feriti.
L’atto di donazione, rinnovabile ogni 100 anni, è stato consegnato dai sindaci di Asiago e Foza ad Antonio Quartu, sindaco di Armungia, Comune capofila del progetto per il recupero dei siti storici della Brigata Sassari. La cerimonia all’Hotel Mediterraneo si è svolta alla presenza dei rappresentanti delle due Regioni – per la Sardegna il vicepresidente Giorgio La Spisa -, dei sindaci di tutti i 131 Comuni sardi da cui partirono i giovani caduti sul Zebio, e del col. Maurizio Sulig, comandante del Distaccamento della Brigata Sassari, attualmente impegnata nella missione Isaf in Afghanistan.
Il Luogotenente Antonio Pinna, direttore del Museo Storico della Brigata Sassari e consulente storico del Comitato dei Comuni della Sardegna, ha illustrato le fasi delle attività svolte per il recupero del Cimitero di Guerra. Il primo lotto del cimitero è stato realizzato nel 2003 con 60 croci, e completato con secondo e terzo lotto tra il settembre 2006 e il settembre 2007. L’evento è stato inserito nelle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia che vide il suo completamento proprio con la prima guerra mondiale.




grazie per aver ripotato a “casa” i nostri ragazzi.